L'Europa musicale: Marco Brolli, Francesco Baroni @ Chiesa di San Luca, Genova [22 giugno]

L'Europa musicale: Marco Brolli, Francesco Baroni


13
22
giugno
17:30 - 20:00

 Pagina di evento
Chiesa di San Luca
Piazza San Luca, 80014 Genova, Italy
GOG Giovine Orchestra Genovese
in collaborazione con Fondazione Spinola
«L'Europa musicale»
Genova, Parrocchia Gentilizia di San Luca
Venerdì 22 giugno, ore 17:30
Ingresso libero
Marco Brolli, flauto traversiere
Francesco Baroni, clavicembalo
Michel Blavet…
Sonata II in re minore “La Vibray” per flauto e b.c.
Tomaso Albinoni
Sonata op. VI n. 2 in re maggiore da “Trattenimenti Armonici” per flauto e b.c.
Georg Philipp Telemann
Fantasia n. 6 in re minore
Fantasia n. 7 in re maggiore
Fantasia n. 8 in mi minore
Fantasia n. 11 in sol maggiore per flauto solo
Johann Sebastian Bach
Sonata in mi minore BWV 1034 per flauto e b.c.
Carl Philipp Emanuel Bach
“Hamburger Sonate” in sol maggiore Wq 133 per flauto e b.c.
La musica strumentale ha affrontato tra il XVI e il XVII secolo una grande serie di cambiamenti legati tanto all’evoluzione nella costruzione degli strumenti quanto allo sviluppo della funzione sociale della musica stessa.
Su tutto si elevava una autentica e dotta discussione intorno allo stile nazionale del comporre. Certamente in Italia si è consolidata la tecnica del basso continuo, dell’Oratorio, della Cantata e della Sonata Barocca, ma soprattutto del Concerto. Già il termine Concerto fa pensare da un lato a mettere insieme, concertare,
dall’altro a rivaleggiare, dove in quel tempo, il solo non era considerato predominante e il tutti relegato al semplice ruolo di accompagnatore, ma entrambe le parti erano concepite dialoganti o al limite rivaleggianti in quantità sonora.
I compositori dell’epoca, ad esempio, non indicavano la dinamica o il colore delle sonorità previste nei due differenti momenti della loro creazione. Nei numerosi trattati scritti da studiosi o compositori di quel tempo sono stati elencati sistemi di distribuzione dell’importanza di alcune singole note all’interno delle frasi, mai però criteri dinamici predefiniti, come suonare forte il tutti e piano il solo. In Francia l’influenza della musica italiana fu molto evidente, segnata anche dalle nomine di compositori di corte provenienti dall’Italia.
Uno su tutti fu Jean Baptiste Lully, fiorentino di nascita e naturalizzato francese. Le relazioni tra i principali compositori coinvolgevano ovviamente anche Johann Sebastian Bach, probabilmente il più grande di tutti per noi oggi.
Bach era guardato con ammirazione o con severità a causa dello stile personalissimo nel comporre. Bach non lasciava all’interprete spazi dal punto di vista dell’improvvisazione, la sua musica era composta anche nelle parti ornamentali, là dove quasi tutti lasciavano libertà agli esecutori nell’aggiungere con propria fantasia note in grado di abbellire le melodie composte.
Questi gusti musicali si integrarono col passare del tempo e contribuirono in modo assai rilevante alla costruzione di un pensiero musicale sempre meno identificabile in senso nazionalistico e dunque più Europeo.
Nato a Milano nel 1970, Marco Brolli studia Flauto presso la Civica Scuola di Musica di Milano sotto la guida di Maurizio Pizzigoni. Si diploma presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia nel 1990, perfezionandosi successivamente con Maxence Larrieu. Si dedica poi allo studio del flauto traversiere sotto la guida di Karl Kaiser, Marc Hantaï, Marten Root e altri. Collabora stabilmente come solista e prima parte con i più prestigiosi ensemble di musica barocca, tra cui Il Giardino Armonico, Accademia Bizantina, La Risonanza, Imaginarium, I Barocchisti con i quali si esibisce per i più importanti festival e stagioni concertistiche internazionali. Ha al suo attivo varie registrazioni discografiche per le etichette Sony Classical, Deutsche Grammophon, Virgin, Decca, Naïve, Winter & Winter, Chandos, Teldec, Stradivarius, Amadeus e radiofoniche per WDR, RTSI, RAI, Radio France e Catalunya Música. Nel 1998 si diploma col massimo dei voti e la lode in Storia e Didattica della Musica presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona con una tesi specifica sul flauto traverso. Dal 2013 è docente di Flauto Traversiere presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma e la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. È spesso invitato a tenere masterclass di flauto traversiere e prassi esecutiva storica presso diversi Conservatori ed istituzioni musicali in Italia e all'estero.
Francesco Baroni, organista e clavicembalista parmigiano, è stato allievo di Francesco Tasini per l’organo e di Bob van Asperen per il clavicembalo. Ha inciso per le case discografiche Arion, Tactus, Naxos, Symphonia, Glossa, Brilliant, Sony, Fra Bernardo Records, ORF, Stradivarius oltre che per la Radio e la Televisione. Si interessa alla riscoperta del patrimonio musicale inedito del ’600-’700 italiano curando nel 1998 i Concerti da chiesa op. II (1729) di Andrea Zani; nel 2001 l’Oratorio di Francesco Antonio Pistocchi Il Martirio di S. Adriano (1692); nel 2003 la musica strumentale di Carlo Tessarini (1690-1766); nel 2013 l’Oratorio per la nascita del Redentore (1700) di Giovanni Lorenzo Lulier; nel 2014 le Pieces de Clavecin di Francesco Geminiani, il Requiem (1675) di Francesco Cavalli, l’Oratorio di Natale Gesù nato (1742) di Antonio Bencini e le Cantate per Basso di Alessandro Stradella e Antonio Caldara; nel 2015 l’Oratorio della Passione Il Lutto dell’Universo (1668) composto dal Principe Leopoldo I d’Austria; nel 2017 lo Stabat Mater (1728) di Agostino Steffani e la Messa Terza di Giovanni Battista Chinelli (1648); nel 2018 la Serenata di Bernardo Sabadini Po, Imeneo e Citerea. Si è dedicato anche al fortepiano inaugurando il restaurato Schanz del 1825 appartenuto alla Duchessa Maria Luigia del Museo G.Lombardi di Parma, incidendo come continuista sulla copia del fortepiano di B. Cristofori del 1726 ed eseguendo sul fortepiano Hoffmann del 1795 i Trii di Haydn per flauto, violoncello e fortepiano. Ispettore Onorario della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza per la tutela e il recupero degli organi storici, è docente di clavicembalo e tastiere storiche al Conservatorio di Parma.
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